Aspirina in crema

Mercoledì, 25 Gennaio 2017 09:40

ASPIRINA IN CREMA

Esiste una pianta tristemente nota dalla cui corteccia l’uomo, nel corso dei secoli, ha saputo estrarre un principio attivo destinato ad entrare nelle case di ogni abitante sulla terra: il salice.
Più comunemente conosciuto come salice piangente, deve il suo nome non ai rami penduli che ricordano le lacrime, bensì al passo di un salmo degli ebrei deportati da Nabucodonosor: “Lungo i fiumi di Babilonia, lì sedemmo lì piangemmo, ai salici appendemmo le nostre cetre”.
Il principio attivo, la salicilina, derivante dall’estratto della corteccia, fu isolato per la prima volta da un farmacista francese ed un chimico calabrese i quali, dato che disciolto in acqua aveva un pH di 2,4, pensarono di chiamarlo “acide salicylique”.
Fino a qualche anno fa, questo acido era conosciuto in tutto il mondo con il semplice nome di aspirina ed era utilizzato principalmente come blando analgesico e farmaco antinfiammatorio non steroideo. Oggi non se ne fa più largamente uso come un tempo, dato che viene ritenuto eccessivamente irritante per le mucose gastriche ed esofagee. Tuttavia l’acido salicilico precursore del principio attivo dell’aspirina ha trovato larghissimo impiego in ambito cosmetico per le sue innumerevoli proprietà benefiche sulla pelle. Infatti “l’aspirina in crema”, come alcuni amano definirla, se applicato sulla cute, agisce come potente cheratinolitico, ovvero riesce a degradare le catene proteiche della cheratina, producendo un effetto esfoliante in grado di dare alla pelle un aspetto levigato e luminoso. Infine non vanno dimenticate le sue proprietà batteriostatiche e lenitive.
Tutti i motivi sopraelencati lo rendono un principio attivo ideale per tutte quelle pelli con acne in fase comedonica o nodulare, con macchie scure dovute all’ età o con calli, duroni ed ipercheratosi in genere.